mercoledì 30 settembre 2015

lunedì 28 settembre 2015

sogno d'amore d'una sirena

lo salutò con lo sguardo
nata libera, fatta d'acqua
questa piccola creatura
si tratteneva
per non prorompere:
quel giovane
era innamorato di lei.

adele2015/146

(ritorna la Sirena, di cui una volta, in modo effimero, ho ricreato il cuore...)

domenica 27 settembre 2015

sul filo

"appunti di didattica onirica" di Marcello Cataliotti


A un funambolo
somiglia il mio amore
sul filo che ci lega
in equilibrio:
a ogni passo lo stesso abisso
- gli occhi chiusi che guardano lontano
verso il paradosso
del perdere e del trovare,
del desiderio di non desiderare
altro
che il tuo bene
che è anche il mio,
senza altra scelta
che non sia l'andare
- per compagni solo l'aria
e il mio respiro
e il filo
e l'abisso -
l'andare senza fine
fino alla fine
senza mai arrivare
senza voler tornare
con la sola tangibile certezza
del filo sotto i piedi
del filo che ci lega
anche se non ti vedo
anche se non mi vedi


(ispirato inconsapevolmente anche da questo articolo di Antonia Chiara Scardicchio, Epistemologia. Misericordia. Coraggio.Calvino, Bateson e il respiro dell'acrobata sul filo)





sabato 22 agosto 2015

meravigliarsi

Dice un famoso verso che
Del poeta è il fin la meraviglia




Secondo me siamo tutti chiamati a meravigliarci e a meravigliare, a stupirci e a stupire. Siamo stupendi e meravigliosi. Tutti. Anche in inglese:



wonder (n.) Look up wonder at Dictionary.com
Old English wundor "marvelous thing, miracle, object of astonishment," from Proto-Germanic *wundran (cognates: Old Saxon wundar, Middle Dutch, Dutch wonder, Old High German wuntar, German wunder, Old Norse undr), of unknown origin. In Middle English it also came to mean the emotionASSOCIATED with such a sight (late 13c.). To be no wonder was in Old English. The original wonder drug (1939) was Sulfanilamide.
wonder (v.) Look up wonder at Dictionary.com
Old English wundrian "be astonished," also "admire; make wonderful, magnify," from the source of wonder (n.). Cognate with Dutch wonderen, Old High German wuntaron, German wundern. Sense of "entertain some doubt or curiosity" is late 13c. Related: Wonderedwondering.

Reflexive use (It wonders me that "I wonder why ...") was common in Middle English and as late as Tindale (1533), and is said to survive in Yorkshire/Lincolnshire. In Pennsylvania German areas it is idiomatic from German das wundert mich.



Ciò che ci meraviglia ci induce a farci vedere cose nuove, o in un modo nuovo. Ci induce a interrogarci

con infinita pazienza
ancora compie meraviglie
il suono della tua voce

(c) Adele Cammarata 2015/127

il pensiero
si meraviglia
di Dio

(c) Adele Cammarata 2015/128

martedì 18 agosto 2015

come se in me

un silenzio sfinito
sgorga
come se in me
fossi notte

Adele Cammarata 2015/130

lunedì 27 luglio 2015

un coup de dés...

Preparando il mio intervento al corso per formatori di caviardage di Matera mi sto imbattendo in cose molto interessanti. Eccone una.



domenica 26 luglio 2015

si diventa ciò che si contempla

“L’ombra di Dio […]
è come quella delle vetrate: è ancora luce.
 Non ci sono dunque dentro di noi angoli oscuri
in cui la luce non possa entrare.”

François Garagnon
Quando si dice che le vie del Signore sono infinite non si esagera per niente.
Tempo fa mi sono imbattuta non so come (seguendo una delle ispirazioni del momento) nel sito di Maria Galie, un'iconografa che lavora in Italia e all'estero e tiene corsi a Roma. Dall'anno scorso tenevo d'occhio i suoi corsi intensivi estivi, ma solo quest'anno mi è stato possibile frequentarne uno.
Sono appena tornata e spero solo che la grazia di questi giorni mi accompagni a lungo.

Ho scoperto intanto che Maria è una persona splendida, oltre ad essere un'insegnante generosa e un'artista vera. Sin dal mio arrivo, mi sono sentita catapultata nel mondo che avevo appena lasciato tra le pagine di un libro appena riletto, Joy e la ricerca della felicità: stessa compagnia variamente assortita, stessa campagna, stesse conversazioni... "Fuori dal mondo", per qualcuno. O forse così vicino al mondo "vero" che tutto il resto è solo rumore di sottofondo.

La nostra compagnia è stata effettivamente bene assortita: oltre a Maria, che è rumena, tre maestre elementari (compresa me), una bambina "saggia" che legge Alice in Wonderland, la sua mamma cuoca-iconografa russa, un sacerdote indiano di nome Joy, una ragazza spagnola che lavora in Lussemburgo, una pimpante mamma-pittrice-imprenditrice catanese e, dietro le quinte, un pazientissimo informatico coordinatore specializzato in risotti (ma prima o poi si cimenterà anche lui).

E siccome "Nulla è impossibile a Dio", in questi giorni, la mia mano ha scritto (è questo il termine corretto) l'icona dell'Arcangelo Gabriele. Ecco qualche passaggio della lavorazione:

la preghiera dell'iconografo, che precede il lavoro di ogni giorno

la stesura del bolo armeno
la stesura della foglia d'oro
al lavoro con il bulino
e faticosamente l'aureola è finita!