lunedì 28 ottobre 2013

piccoli editori crescono

"Maestra, ma noi quando lo facciamo un libro?"
"Quando abbiamo un'idea."

E in questi giorni le idee sono fioccate: il Libro dei numeri di Edith, la Storia del Ninja di Federico...
Ma se ognuno fa un libro sullo stesso argomento? Allora abbiamo una collana editoriale.
Ed ecco a voi, frutto delle nostre appassionate ed accurate ricerche, le prime uscite della collana "Il mio nome è..." della neonatissima Arcobaleno Edizioni di Palermo!

Mi piace realizzare libri con i bambini e in questo ho imparato soprattutto da Maria Pia Alignani e Susan K. Gaylord. In particolare per questo libretto abbiamo adottato questo modello che si chiama "hotdog booklet". Una volta imparato, è molto facile da realizzare e anche molto versatile, infatti poi i miei piccoli autori/editori si divertono a farne altri in proprio. Susan ha anche un blog dove propone tantissime idee per creare libretti a tema... perché una volta fatto il contenitore, la cosa importante è il contenuto.

 Lavorare sul proprio nome è importante. Qualcuno ci ha chiamati, e questo è un fatto (che siamo credenti in qualche dio o meno), e noi esistiamo perché qualcuno ci chiama. Tutti i nomi degli alunni della mia classe hanno significati molto belli: "armonioso", "splendente", "colei che lotta per la felicità", "uomo che governa in pace", "principessa"... 
E dunque ecco le creazioni dei miei piccoli artisti. 







lunedì 21 ottobre 2013

wor(L)ds #4

La quarta settimana della sfida creativa di Zelda prevedeva il seguente kit di materiali.

kit #4


Ecco cosa è venuto fuori.


Maternità


“Questa volta lo rompo” pensò il futuro pulcino.

E, dopo un’ultima beccata, lo ruppe davvero. Era il guscio del suo uovo di legno, dimenticato sul tavolo accanto ai calzini appena rammendati, a un bottone perduto, al filo bianco per imbastire, al puntaspilli.

“L’ho rotto! Sono nato! E ora?” pigolò il pulcino di legno.
Si guardò intorno, ma non c’erano indicazioni o cartelli che gli dicessero quale strada prendere. 

Poi a un tratto la scorse: stava placida su un centrino, davanti alla credenza con i bicchieri di cristallo.
Era grande, materna, con una meraviglia di cresta rossa, le piume a rilievo e – soprattutto – di legno.
 
Si avvicinò barcollando a passi incerti e quando le fu vicino le sussurrò: “Mamma!”

domenica 20 ottobre 2013

Sì... ma verso dove?

Uno dei temi ricorrenti delle cose che faccio è la convergenza.
Ok, non ridete, non quella delle ruote. Mi piace l'idea che tutto parta e tutto arrivi in un punto. Lo stesso punto.
Perciò quando mi è stato chiesto di fare un disegno per Cantalavita ispirato alla santità, ho pensato a tante strade che convergono verso un luminosissimo punto di luce. La Luce.

Il lavoro è ancora in divenire, ma mi piacerebbe condividerne un assaggino qui.

La forma della spirale, che mi è molto cara, è presente in tutte le culture. A me fa venire in mente un movimento verso un centro, o da un centro. Mi dà l'idea dell'armonia, della ricomposizione di un'unità perduta.

In questi giorni ho sentito più volte e in diversi ambiti la parola armonia, legata proprio al desiderio di ricomporre un'unità nella diversità. Se ne parla tanto, a proposito dei diversi tipi di differenze tra gli esseri umani, della ricerca di modelli di convivenza che consentano a ognuno di esprimersi e di entrare in dialogo con l'altro.

È bello pensare che per quanto lunghe siano le strade ci rincontreremo tutti, ci incontreremo tutti e saremo tutti una cosa sola, nelle differenze ma senza divisioni, nella diversità dei suoni ma in armonia, non in dissonanza.

 E nel frattempo continuo a disegnare!

***
Camminare, andare avanti lungo la propria strada.
Sì... ma verso dove?






****
E alla fine ecco in cosa si è trasformato questo disegno... 

sabato 19 ottobre 2013

incontrarsi è una Festa

Un'altra delle principali responsabili della nascita di questo blog è Tina Festa, che mi ha aperto (e continua ad aprirmi) un mondo dietro l'altro.
A lei - conosciuta in uno di quei momenti pieni di grazia e mistero che sempre preludono agli incontri - devo la scoperta di tantissime cose, ma soprattutto due tecniche che hanno segnato la mia (ri)nascita artistica: gli scarabocchi zen (grazie ai quali l'ho scoperta, cercando ZENTANGLE su Google) e il caviardage. Tina si occupa di innumerevoli tecniche, tra cui anche l'arte postale e la found poetry.


Titolo : Elefante controcorrente  - Serie animali.
di Tina Festa
Tecnica; collage con carta di tre diversi secoli ( 1894 - 1935 - 1960 -2010)

Novembre 2011

Le sue sollecitazioni e la condivisione del suo lavoro in rete mi hanno spinto (dopo qualche resistenza) a provare il caviardage "in proprio".

Ecco il mio primo caviardage, tratto da una pagina di Tistù (altra bella scoperta e bella lettura!) che Tina proponeva come sfida qui.


Sotto la pelle,
nascosta solamente
io sono.
Meravigliosa, un dono del cielo.
Sono là ad aspettare
un giardino, ovunque sia.
Davanti a te,
scoperto nella terra,
il risultato.

adele2012

Poi, come mi accade quasi sempre, ho voluto provare con la mia classe (una quinta di scuola primaria, nell'a.s. 2011/12). I risultati con i miei ragazzi sono stati sorprendenti. Anche i più timidi e insicuri si sono lasciati coinvolgere e le bambine soprattutto hanno tirato fuori un intreccio di linguaggi niente male:

una delle fasi del lavoro di Marta

meraviglioso
dappertutto ci sono
miliardi di semi
Sono là ad aspettare
la possibilità di trasformarsi in fiori
davanti a te.

Marta

Ai primi di agosto del 2012 ho avuto la fortuna di incontrare Tina di persona: stavo partecipando alla settimana estiva della Scuola del Viaggio nella splendida città di Matera e ho contattato Tina, che mi ha letteralmente riempito di doni da trasformare in arte. L'ho letto come un segno e come un sogno: grazie a Tina ho soprattutto scoperto che condividere la propria espressività è un atto di amore verso l'umanità.
E quindi questo blog e questo post sono figli anche suoi :)

°°°°

Tina sta lavorando a un libro sulla tecnica del caviardage... quindi tenetela d'occhio e non perdetevelo!

giovedì 17 ottobre 2013

"ogni parola porta in grembo un mondo"

Una delle responsabili della nascita di questo blog (la più recente) si chiama Camilla e - tra le mille cose che fa - tiene un blog FANTASTICO: Zelda was a writer.
L'avevo scoperta qualche mese fa, quando cercavo qualche informazione in più sul libro di Johanna BasfordIl giardino segreto edito da Gallucci (libro meraviglioso, per inciso).
Poi l'ho ritrovata quando cercavo idee per le barchette di carta dei miei alunni: ne è venuta fuori una serie di barchette per una bella cena a casa di Lina :)


E infine... non ricordo più come, alla fine di settembre a Camilla/Zelda viene un'idea geniale:


Un progetto di scrittura creativa collettiva, un mezzo con cui confrontarsi ogni settimana. E così, settimana dopo settimana, Camilla/Zelda propone un kit a cui attingere per scatenare la propria immaginazione. 
Dopo la prima, la seconda e la terza settimana, siamo già al quarto kit!
E io? Come ho partecipato? Beh, l'ho presa un po' alla larga... cercando di combinare un po' tutti i linguaggi che amo. 
Ecco le mie composizioni... in ordine di apparizione!

#1 - desiderio di caffé  - qui il pdf con tutte le composizioni

 

#2 - storiacruciverba (dedicata alla mia nonna Costanza)  - qui il pdf con tutte le composizioni


#3 - il terzo in(d)izio  - qui il pdf con tutte le composizioni


***

E il titolo di questo chilometrico post? È un verso di una poesia che... non ho ancora scritto :)

lunedì 14 ottobre 2013

quasi un manifesto

Farsi partigiani
della bellezza
la rivoluzione si fa
con gioia e poesia
Nasce adesso il blog in cui voglio conservare la bellezza di ogni giorno e lasciare spazio a una parte di me, quella con la testa tra le nuvole e i piedi un po' dove capita.
E voglio cominciare da qui.


caviardage da una poesia di Franco Arminio - copyright Adele Cammarata 2012

giovedì 23 febbraio 2012

IL TOPO E IL GUERRIERO

Tanto tanto tempo fa, su di un’isola sperduta nell’oceano, dopo uno spaventoso naufragio, si ritrovarono un topo e un guerriero. Non un guerriero qualsiasi: era un guerriero di terracotta, con tanto di elmo, corazza e scudo. Del resto, neanche il topo era un topo come tutti gli altri: si trattava di un magnifico esemplare di topo nato nella casa di un grande scrittore e quindi, come potrete immaginare, adorava leggere storie e avventure.

Il topo e il guerriero passavano le loro giornate sulla spiaggia.

Il topo si dava da fare per trovare il cibo e rendere sempre più confortevole la sua capanna di giunchi, costruita cercando i materiali più adatti addentrandosi nel cuore dell’isola, dove c’era una fitta foresta. Si teneva sempre in allenamento: si arrampicava sulle palme altissime, faceva lunghe nuotate intorno all’isola, si divertiva sull’altalena che aveva costruito con le liane, e immaginava di vivere appassionanti avventure. Quando il tempo era cattivo, si metteva a leggere Le Terribili Avventure del Tremendo Pirata Baciccia, un libro che era arrivato sull’isola molto prima del suo naufragio, e sognava di potere, un giorno, compiere anche lui delle imprese così coraggiose.

Il guerriero, invece, se ne stava sempre in disparte: piangeva e sospirava perché non poteva rassegnarsi al naufragio. “Ma chi mi ci ha portato su quest’isola?” diceva sempre, “me ne potevo stare tranquillo nella mia bella scatola…” e se ne stava tutto il tempo sotto le fresche frasche per paura che il troppo sole lo riducesse in mille pezzettini.

Una notte, mentre il topo, sempre all’erta, cercava di catturare alcuni vermetti per la colazione e il guerriero sonnecchiava tranquillo come sempre, un terribile temporale si abbatté sull’isola.

Il mare s’ingrossò ed enormi onde ricoprirono l’intera spiaggia.

Il topo cercava di mettere in salvo tutte le sue cose portandole sui rami di un alto albero, mentre il guerriero se ne stava nascosto nella boscaglia per ripararsi.

All’alba la tempesta cominciò ad allontanarsi e il sole fece finalmente capolino, illuminando l’isola.

Il guerriero, che durante la tempesta si era addormentato, fu svegliato all’improvviso dalle grida del topo: “Vieni a vedere! Vieni a vedere! La tempesta ci ha portato un dono!”

Sulla spiaggia era arrivato un grande baule, vecchio e consumato dal mare, e il topo lo guardava affascinato.

Il guerriero si avvicinò guardingo e disse: “Per carità! Non toccare!”

“E se fosse il forziere del Tremendo Pirata Baciccia?” replicò il topo “Io potrei provare a far saltare la serratura, ma per sollevare il coperchio mi servirebbe il tuo aiuto.”

“Nemmeno per sogno” Potrebbe essere moooolto pericoloso, e poi…” aggiunse preoccupato il guerriero “potrei rompermi in mille pezzettini!”

Ma il topo, rosicchia oggi, rosicchia domani, fece scattare la serratura e, dopo aver mangiato un’enorme quantità di vermetti con gli spinaci, riuscì anche a sollevare il pesantissimo coperchio del baule.

Che meraviglia! Il forziere era stracolmo di libri e strani oggetti colorati. “Chissà se ci sono altre avventure del Pirata Baciccia!” esclamò il topo, contentissimo.

Nel frattempo, il guerriero lo osservava preoccupato dal suo posticino preferito, e quando vide che il topo era riuscito ad aprire il baule gli gridò: “Che hai fatto!? Adesso succederà di certo qualcosa di brutto!”

Ma il topo aveva già iniziato a sfogliare i volumi: i titoli parlavano di re, principi, animali mai sentiti, e c’era anche un libro intitolato La vera storia del Pirata Baciccia.

“Vieni a vedere! Forse potresti trovare qualcosa che ti interessi!” ripeteva il topo al guerriero. Tanto disse e tanto fece che il guerriero alla fine si avvicinò e si mise a sfogliare i libri. Guardava solo le figure, perché temeva che lo sforzo della lettura gli facesse andare il cervello in mille pezzettini.

Solo un libro sembrava piacergli: c’era il disegno di un guerriero, anzi di un intero esercito, proprio simile a lui. Dopo aver meditato a lungo e per benino, chiese aiuto al topo: “Di’ un po’, che c’è scritto qui?”

Il topo si schiarì la voce e lesse: “Ehm ehm: Il famoso esercito di terracotta che il Re Ching Chung Chang ha donato al principino Xing Xang… Ehi, ti potrebbe interessare!”

“No, no, ho paura che sapere che ci sono altri guerrieri come me mi possa spezzare il cuore in mille pezzettini” disse il guerriero, tappandosi le orecchie.

Ma il topo continuò a leggere ad alta voce: “A questa meraviglia del mondo manca il pezzo più importante dell’esercito: il comandante. Fu ordinato a un artigiano del lontano regno di Tantatiri, ma la nave che lo trasportava ha fatto naufragio e l’esercito è rimasto incompleto. Si dice che per tale motivo il principino Xing Xang sia tanto triste e si sia addirittura ammalato.”

A questo punto il topo guardò dritto negli occhi il guerriero: “Sta parlando di te! Non capisci? Il comandante sei tu!”

“No, no! Non è possibile” rispose il guerriero scuotendo la testa, ma non troppo, altrimenti si sarebbe potuta rompere in mille pezzettini.

Il topo continuò: “Oh, non preoccuparti che ti si possa spezzare il cuore! Tu non ce l’hai un cuore! Il principino Xing Xang è triste e ammalato perché il suo esercito è senza comandante, ma tu hai paura di fare anche un solo passo!”

Il guerriero si sentì ferito nell’onore e per molti giorni i due non si parlarono.

Una mattina, però, il topo andò a trovare il guerriero e gli mostrò un oggetto trovato nel baule. “Sai cos’è questo?” gli chiese.

“Un fischietto” rispose il guerriero ancora arrabbiato.

“Eh, ma le istruzioni che ho trovato nel forziere dicono che chiunque lo suoni potrà andare dove vuole. Sai che significa? Che io ti saluto e me ne vado nell’isola di Tortuga dal Pirata Baciccia!”

“No, no,” lo supplicò il guerriero, “non vorrai lasciarmi solo! Potrei avere bisogno di te!”

“Questa è bella!” rispose il topo. “E il principino Xing Xang, lui non ha bisogno di te? Se avessi un briciolo di coraggio, non te ne rimarresti qui all’ombra: correresti da lui immediatamente!”

“E come?” domandò il guerriero non molto convinto.

“Fischia, per tutti i pirati!” disse il topo porgendogli il fischietto.

“E tu verrai con me?” chiese allora il guerriero.

“Ma certo! Mi annoierei qui da solo!”

Ancora un po’ incerto, il guerriero soffiò nel fischietto e subito nel cielo apparve uno splendido pellicano che atterrò volteggiando sulla spiaggia. Aveva un berretto con la scritta TAXI.

“Mi avete chiamato: eccomi! Dove si va?”

“Nel regno del Re Ching Chung Chang, presto!”

Così il guerriero e il topo, a bordo del pellicano-taxi, sorvolarono i sette mari e giunsero al Palazzo Reale del Re Ching Chung Chang.

Appena il principino vide il guerriero, lo riconobbe subito: aveva disegnato proprio lui il modello per l’artigiano di Tantatiri! Adesso finalmente avrebbe potuto metterlo a comandare il suo esercito di terracotta, e tutti i soldati avrebbero obbedito ai suoi ordini.

Il principino ritrovò così il sorriso e il guerriero scoprì che facendo felici gli altri il cuore non si spezza affatto.

E il topo?

Il topo ebbe un gran da fare: fu nominato Grande Bibliotecario Reale, così poté leggere tutte le avventure del Tremendo Pirata Baciccia e quando le ebbe finite tutte, cominciò a scriverne di nuove per conto suo.